La Torre del Serpe
La Torre del Serpe è uno dei simboli di Otranto, avvolta da una leggenda affascinante che unisce storia e mito.
La leggenda
Si narra che ai piedi della torre vivesse un enorme serpente marino. Ogni notte, la creatura usciva dal mare e si arrampicava fino in cima alla torre, dove si nutriva dell’olio della grande lanterna che restava accesa per guidare le navi.
Un giorno, però, quando i saraceni tentarono di attaccare Otranto, non trovarono più il lume della torre acceso: il serpente lo aveva bevuto tutto. Credendo che la città fosse disabitata, gli invasori si avvicinarono senza difese… ma furono colti di sorpresa e respinti dagli otrantini. Così, paradossalmente, il mostro che tutti temevano finì per salvare la città.
Tra mito e realtà
La torre, costruita in epoca romana e poi rimaneggiata, aveva la funzione di faro e di avvistamento lungo la costa.
Il “serpe” potrebbe essere un’antica metafora: alcuni studiosi pensano che fosse un modo per spiegare in chiave popolare l’estinzione della fiamma del faro (consumata dal vento o dalla salsedine).
Oggi restano i ruderi della torre, ancora visibili su un promontorio panoramico a sud della città, immersi nella macchia mediterranea e con vista mozzafiato sull’Adriatico.
Altri credono che il serpente richiami culti pagani legati alla fertilità e al mare, sopravvissuti nelle tradizioni popolari.
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